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Improvvisazione e tradizione all’Ecoula de Mezeucca Tradichonella

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Simone Bottasso, con Vincent Boniface e Christian Thoma, porterà all’“Ecoula de Mezeucca Tradichonella” di gennaio 2013 (dal 2 al 6 a Saint-Nicolas in Valle d’Aosta) un sapere fatto di organetto, flauto traverso, improvvisazione jazz, acquisito sul campo e in conservatorio.
Ecco un’anticipazione, attraverso le sue parole, su che cos’è improvvisazione e tradizione.

L’improvvisazione e la musica tradizionale sono legate da un rapporto biunivoco.
Esiste molta musica tradizionale che utilizza l’improvvisazione in diversi modi: l’improvvisazione nella struttura formale della musica, adattando così la musica al ballo o all’evento legato alla musica, l’improvvisazione come variazione estemporanea delle melodie (per esempio nella musica del Sud Italia), l’improvvisazione melodica o ritmica affidata ad un solista (come in molta musica africana).
Allo stesso tempo le musiche improvvisate prendono spesso spunto dalla tradizione.
Il jazz, la musica improvvisata per eccellenza, da sempre si è nutrito delle sonorità delle musiche tradizionali: gli spiritual, la musica africana, la musica tradizionale brasiliana e cubana, più recentemente ancora la musica scandinava in Europa, la stessa musica tradizionale in Italia (Paolo Fresu, Daniele Sepe, Gianluigi Trovesi…).
L’improvvisazione nella musica tradizionale è spesso legata alla variazione estemporanea, che oltre ad essere pratica comune della musica tradizionale è stata anche alla base del jazz di New Orleans negli anni ’20.
Questa variazione estemporanea ha permesso una continua evoluzione nel tempo della musica tradizionale, che si plasmata sulla società e si è nutrita degli incontri con musiche e popoli vicini, i quali hanno sempre avuto un apporto positivo sulla musica di un popolo (a differenza di ciò che la politica di oggi ci fa credere tutte le culture si evolvono incontrando culture diverse, per esempio il mondo arabo con il liuto arabo nel medioevo ha dato un impulso all’evoluzione degli strumenti a corda in Occidente).
D’altronde, non è un caso che oggi i progetti più interessanti di musica world di oggi sono raramente filologici rispetto ad una tradizione ma cercano di creare legami ed interazioni con le altre musiche tradizionali del mondo.
Questo “métissage” tra i diversi suoni del mondo è uno dei modi per rendere vivente ed attuale, in un mondo globalizzato come il nostro, la musica tradizionale. Tra l’altro oggi è difficile definire con precisione il genere della “musica tradizionale/popolare” perché le barriere dei generi musicali sono state abbattute proprio per il continuo incontro e rimescolamento di musiche diverse.
Nelle società rurali la musica tradizionale veniva tramandata “di padre in figlio”, di suonatore in suonatore, e si modificava grazie agli incontri con musicisti di regioni vicine (non a caso molte canzoni e ballate si trovano in versioni diverse in tutto l’arco alpino).
Oggi ciò non accade più, quindi sono la radio, i cd, gli mp3 gli informatori che ci possono suggerire i modi per rendere attuale la musica tradizionale e aiutarci a non fermare quel processo di continua evoluzione che la musica popolare ha avuto fino ad oggi.

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