Ray Ban 3025

Qualcosa sta per accadere, qualcosa che metterà in moto l’intelligente, deliziosa macchina narrativa di Bon voyage (Francia, 2003, 114′).Di cose ne succedono, nel film di Jean Paul Rappeneau e degli sceneggiatori Gilles Marchand, Patrick Modiano, Julien Rappeneau e Jéròme Tonnerre.Ci sono registi bulimici di cinema, altri che si fanno vivi solo di rado. Appartiene alla seconda categoria Jean Paul Rappeneau, che ha una settantina d’anni e, in trentasette d’attività, ha firmato sette film in tutto, tra cui un indimenticabile “Cyrano de Bergerac” con Depardieu e L’ussaro sul tetto.Nell’estate del 1940 il governo francese del maresciallo Pétain mette sede a Bordeaux. All’hotel Splendide s’incrociano i destini di molti personaggi: una celebre attrice paranoica, calcolatrice e disposta a qualsiasi bassezza (Isabelle Adjani), un ministro opportunista, che la protegge (Gérard Depardieu), una giovane donna innamorata nonché membro della Resistenza (Virginie Ledoyen), un carcerato in fuga, un seduttore mascalzone e parecchia altra gente.18 giugno 1940: i nazisti occupano Parigi e la Francia tutta si ritrova in ginocchio.

A questa filmografia manca solo una cosa: un po’ di adrenalina. E poi, Iaia Forte, sarebbe perfetta.Il teatroNata a Napoli, inizia a studiare violino al Conservatorio, ma poi opta per la recitazione e si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia nel 1987. Nel 1989 debutta sul palcoscenico in “Ha da passà ‘a nuttata” , tratto dall’omonima opera di Eduardo De Filippo.Dopo una lunghissima collaborazione con il gruppo Teatri Uniti, diventa una delle attrici predilette di Leo De Bernardis, Mario Martone, Carlo Cecchi, Federico Tiezzi ed Emma Dante, vestendo i pani della protagonista di spettacoli come “Rasoi” (1991); “Zingari” (1995); “Il misantropo” (1996) di Molière, accanto a Toni Servillo; “Amleto” (1996); “Sogno di una notte di mezza estate” (1997); “Misura per misura” (1996).Definita “generosa e mobilissima”, ha come caratteristica principale quella di passare con disinvoltura dal teatro dialettale a Shakespeare, fino spingersi a progetti sperimentali in compagnia di Clara Gebbia.

Impegnato a far ridere gli altri da quando era adolescente, Seth Rogen è molto più di un nuovo volto nel già vasto panorama della commedia brillante americana. Si può dire che il nuovo tipo di commedia statunitense, quella un po’ cinica, ma brillante, quella politicamente scorretta, ma piena (di fondo) di buoni sentimenti, l’abbia costituita anche lui, nel suo piccolo, sia come attore che come sceneggiatore. Il merito è tutto di un regista che in lui ha visto qualcosa che altri non avevano mai notato: la voglia di far ridere gli altri.

Leave A Reply