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Dopo i racconti dell’orrore, basati su leggende metropolitane, di Nightmares Incubi di Joseph Sargent (1983), lo vediamo nel fantascientifico L’uomo dei ghiacci (1984) di Fred Schepisi e ne Il fiume dell’ira (1984) di Mark Rydell, dramma rurale sull’America contadina, che sposa le ragioni del cinema tradizionale con quelle dell’impegno sociale.Il successo cult di Ritorno al futuro e gli altri progettiIl ruolo più celebre di Tolkan è quello dell’odioso, zelante e severo preside di liceo Gerard Strickland, nel primo capitolo di una trilogia destinata a sbancare i box office di tutto il mondo: Ritorno al futuro di Robert Zemeckis, film cult su un diciassettenne che viaggia indietro nel tempo grazie alla macchina inventata da un amico, il classico scienziato pazzo. L’attore riprende questo ruolo nel secondo capitolo della trilogia diretta da Zemeckis, Ritorno al futuro parte II (1989), e nel terzo, Ritorno al futuro parte III (1990), interpreta il nonno del preside Strickland. Dopo l’avventura di Piccole spie (1986) di Greg Beeman, arriva un altro grande successo al botteghino, Top Gun (1986) di Tony Scott, film che segue le prodezze degli spericolati piloti di caccia della marina americana, in cui interpreta il cocciuto ufficiale Stinger.

Rifiutato il film Il giardino della felicità (1976), partecipa invece al magnifico Oltre il giardino (1979) con Peter Sellers, che la farà nominare al BAFTA, poi reciterà con Anthony Hopkins in In amore si cambia (1980) e con Susan Sarandon in Quattro passi sul lenzuolo (1980), rifiutato anche il ruolo di Diane Freeling in Poltergeist (1982) in favore del ruolo di Aurora Greenway nel film Voglia di tenerezza (1983) con Jack Nicholson, riceve (finalmente e meritatamente) il suo primo Oscar come miglior attrice protagonista dalle mani di Liza Minnelli. Il ruolo di Aurora, una vedova tutta anima e cuore che deve fare i conti con l’amante ex astronauta e una figlia malata di cancro, morente e con molti disastri sentimentali alle spalle, le fa mettere KO concorrenti temibili come Meryl Streep (Silkwood) che batte anche sul fronte dei David di Donatello e dei Golden Globe. Un ruolo che è così ben tagliato per lei che, nel 1996, si ritroverà a rifarlo nel sequel Conflitti del cuore (1996) con un piccolo cameo di Jack Nicholson.Altre interpretazione da non dimenticareGli ultimi veri bagliori di genialità interpretativa, li si ritrovano nella scorbutica casalinga di Fiori d’acciaio (1989) con Julia Roberts, nel quale è protagonista di divertenti siparietti comici al veleno con Olympia Dukakis, ma anche nel ruolo di un’apocrifa Debbie Reynolds ne Cartoline dall’inferno (1990) con Meryl Streep e ne Madame Sousatzka (1988), che le farà ottenere un Golden Globe e la Coppa Volpi.La pausa dalle sceneDa dimenticare La vedova americana (1992) con Marcello Mastroianni, Ricordando Hemingway (1993) con Robert Duvall, Cara, insopportabile Tess (1994) con Nicolas Cage e Lo schermo velato (1995).

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