Ray Ban Neri A Goccia

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Non è per essere il fratello del grande Ridley Scott, che Anthony Scott, detto Tony, è diventato uno dei registi inglesi più acclamati di Hollywood, nonché maestro di quei cult movie, ricchi di azione e adrenalina, che hanno fatto letteralmente sognare la generazione degli anni ’80/’90. Esperto di quel cinema costituito da luci forti o trasparenti, di filtri usati con sapienza ed esperienza nella narrazione di storie intense e a volte lugubri, non avrà la linea visionaria del fratello, ma nell’arco della sua carriera si è difeso bene, lasciando nella storia del cinema quel mistero, quel clima sfuggente, che hanno contribuito radicalmente a distaccarlo da tanti altri anonimi registi. Non è un regista qualunque, è il re dei blockbusters!Figlio di un impiegato e di una casalinga, ha il suo primo approccio con la cinepresa nel 1965, quando il fratello Ridley lo utilizza come attore, con il padre, nella pellicola in 16 mm Boy and Bicycle.

Tutti film d’autore, certo, ma manca il ruolo che deve dare una sferzata alla sua carriera. In caso contrario, precipiterà nel limbo.Provinato per il ruolo di Jack Dawson in Titanic (1997), viene escluso (e la scelta ricade così su Leonardo DiCaprio), perché James Cameron non voleva due attori inglesi come protagonisti (gli bastava Kate Winslet). Cerca di sporcare la sua immagine con Velvet Goldmine (1998) di Todd Haynes, ma non è abbastanza.

Have discussed this. Saturday night, and I don have anything to do. Will find something. A Roma, regista e interpreti si raccontano, rivelando un “altrove” a cui aspirare, qualcosa di migliore del mondo e del cinema così com’è.Un percorso doloroso, quello dell’elaborazione del lutto, che porta a fare i conti con se stessi e con la vita. Ognuno sceglie come affrontare il dolore della perdita, affossandolo o semplicemente aspettando che si manifesti per poi incamminarsi verso la guarigione. Nonostante si sia parlato di una sola scena del nuovo film di Antonello Grimaldi, Caos calmo è una riflessione intimista sulla morte e sulla vita attraverso lo sguardo “distaccato” di Pietro Paladini (interpretato magistralmente da Nanni Moretti).

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