Ray Ban Neri

Convinto che la guerra condotta in Vietnam dal suo Paese costituisca una sciagura per la democrazia, Daniel Ellsberg, economista e uomo del Pentagono, divulga nel 1971 una parte dei documenti di un rapporto segreto. 7000 pagine che dettagliano l’implicazione militare e politica degli Stati Uniti nella guerra del Vietnam. Un’implicazione ostinata e contraria alla retorica ufficiale di quattro presidenti.

Mistrust of vaccines also grew in the late 1990s because of thimerosal, an additive containing mercury that had been used in many vaccines for decades. Public health agencies decided in 1999 it should be eliminated as a precautionary measure because of “the widely acknowledged value of reducing exposure to mercury,” wrote the CDC, though the agency says the low doses of the preservative used in vaccines were never shown to be harmful. Nearly all immunizations for children have been thimerosal free since 2001..

Nel 1971, dopo il grandioso successo del suo David Copperfield, la Rai punta nuovamente su di lui portando in scena la miniserie E le stelle stanno a guardare sempre di Majano e con la partecipazione di Loretta Goggi, Annamaria Guarnirei, Orso Maria Guerrini e Scilla Gabel. I suoi occhi azzurri, lo sguardo profondo, si spostano veloci anche in film più impegnati e in ruoli più difficili, dove riesce comunque a dare il meglio di sé, pure di fronte a star allora più famose come Alain Delon, Lea Massari e Alida Valli. La prima notte di quiete (1972) di Valerio Zurlini è un successo inaspettato, sia di pubblico che di critica, e la Wertmller, che ha partecipato con gioia al successo dell’amico attore, lo vuole come protagonista assoluto in Mimì Metallurgico ferito nell’onore (1972), nel ruolo di un ironico e stravagante operaio meridionale.

A prima vista si tratterebbe di uno dei registi più indipendenti e sperimentali del cinema italiano e, proprio per questo, inconciliabile con tutto il sistema produttivo e distributivo nostrano.Psicanalisi e ricerca: ovvero il rude mondo della contemporaneità, con tutti i suoi annessi ideologici (simbolismi, violenza, la legge del sesso, l’epopea della paura) e quello dell’iconografia horror con i suoi connessi più o meno “paurosi” o proibiti. Eppure anche nel genere di pellicole che dirige, completamente agli antipodi rispetto a quelle che siamo abituati a vedere, si sfiora o si tocca quella necessità di un altro tipo di cinema. Il suo immaginario è un circolo chiuso popolato di leggende orrorifiche europee, drammi artistici, nevrosi, assenza di una realtà che supporti l’individuo.

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